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Ingerenze estere
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Ancor prima d’essere fatto questo nuovo governo, già
arrivano consigli e reprimende, ma non dall’Italia bensì dal
Gheddafi Jr alias Saif El Islam Muammar al Gheddafi, figlio
del leader libico (Seif el Islam vuol dire “la spada
dell’Islam”), ponendo un veto sull’eventuale nomina del
Roberto CALDEROLI a ministro. Ovviamente ci sono state varie
reazioni, dal Ministero degli Esteri ai rappresentanti delle
varie comunità islamiche in Italia, supportate a 360° da
tutti i politici ; persino la Lega araba ha smorzato i toni
ed i rappresentanti islamici in Italia hanno preso le
distanze da Gheddafi Jr. Persino l'Ucoii ha dichiarato
attraverso il portavoce Isseddin Elzir : "Sulle questioni
interne decide il Paese. L'Italia è un paese indipendente,
la Libia altrettanto", ed il Mario Scialoja, presidente
della sezione italiana della Lega musulmana mondiale
aggiunge : " Un'indebita ingerenza negli affari interni
italiani", come pure Yahya Pallavicini, vicepresidente della
Coreis (Comunità religiosa islamica), dichiara : "il figlio
di Gheddafi esprime un'opinione comprensibile ma eccessiva".
Quindi un coro unanime o quasi, a difesa della nostra
identità e dei nostri valori di democrazia, l’ingerenza nei
fatti interni italiani è inaccettabile, e sino a prova
contraria in Italia i governi vengono eletti
democraticamente dai cittadini, a differenza di altri paesi.
Che il personaggio “Calderoli” sia estroverso, eccedendo
nelle sue esternazioni è un dato di fatto, ma nessun
rappresentante di uno stato estero può emettere veti sulla
persona, è una perfetta violazione del diritto
internazionale. Nota di merito al Ministero degli esteri che
con una nota ufficiale diramata dalla Farnesina: “
L'eventuale inserimento del leghista Roberto Calderoli nel
nuovo governo riguarda solamente l'Italia e i suoi
rappresentanti istituzionali e non sono dunque accettabili
condizionamenti o veti che arrivino dall'esterno. La
formazione e composizione del nuovo governo è una questione
interna, regolata da precise disposizioni costituzionali “.
Almeno questa volta NON ci caliamo le braghe…..


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Di ciò che pensano i libici (è una
dittatura mascherata, e neppure
tanto bene...) non ce ne può fregà
de meno. Fossi stato Gheddafi jr.
(oppure D’alema, che altrettanto si
è espresso sull’argomento) avrei
sottolineato ridendo che un simile
individuo non può fare il ministro a
causa del notorio Q.I., più vicino a
quello di un cercopiteco che a
quello di uno adatto alla carica. Ma
tant’è... La famosa maglietta
antislamica fece danni, undici morti
libici, ricordiamolo, per difendere
la nostra ambasciata da una
manifestazione... se la polizia fu
costretta a tanto, certo la
manifestazione in questione non
doveva essere orchestrata dal
potere, ma dovuta ad incazzatura
vera e spontanea, pur nel quadro di
fanatismi e suscettibilità religiose
che da noi semplicemente non
esisterebbero, se non a Porta a
porta. Certo non più nelle piazze.
Il Calderoli ne fece e ne farà anche
di peggiori, ma il danno di immagine
per il governo, sul piano
internazionale, è già stato fatto.
Al di là di una sacrosanta autonomia
da qualsiasi ingerenza, ribadita
dall’intero quadro politico e
istituzionale (... e ci
mancherebbe!), resta ora l’amletico
dubbio e ogni soluzione sembrerà a
tutti sbagliata, in un senso o
nell’altro. Ci sarà da ridere, ci
sarà da piangere.
L’inizio è promettente, tra fucili
sempre caldi, sindaci ultrà e
proposte di cantare l’inno ad inizio
delle lezioni scolastiche... C’è un
fascismo neanche tanto strisciante e
intanto l’informazione pubblica si è
già adeguata: sono tornati i pitbul
e interessantissime disquisizioni
sulle code in autostrada e sul tempo
che farà. Proprio un bell’inizio,
degno dell’avanspettacolo di un
tempo. Se da ridere ce ne fosse..
-
scritto da
"due calzini".
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BLOGGER
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Ottimo
post “due calzini”, concordo in
grande parte hai tuoi asserti, salvo
il punto in cui scrivi :
C’è un fascismo neanche tanto
strisciante e intanto l’informazione
pubblica si è già adeguata….
su questo dissento per il semplice
fatto che possiamo ancora continuare
a scrivere ed esprimerci a 360°
senza aver portato il cervello
all’ammasso del partito, al momento
ancora nessuno ci ha imposto “la
famigerata camicia nera” ne tanto
meno la tessera del partito per
lavorare, come pure il famoso
“sabato”. Stranamente tutto ciò che
è differente alla ideologia
sinistrorsa, deve essere etichettato
fascista, il leggero sospetto che
quei tempi sono finiti non è ancora
maturato ; non credo che tali
nefaste ideologie possano tornare,
grazie al cielo vi è stata una
grande maturazione sociale, la
possibilità di una nuova dittatura
la considero una vera e propria
utopia. Ad oggi sta nascendo un
duopolio tra PD e Pdl, su questo ne
vedremo delle belle !
-
-
Concordo con due calzini.
C’è modo e modo, certo..."la
possibilità di una nuova dittatura
la considero una vera e propria
utopia" è certo pure questo...
ma il lembo di coperta che ci
ritocca è sempre più piccolo...buona
giornata, ale
-
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E' ridicolo pensare di poter dire
fascista a tutto ciò che non piace,
ma tent’è...stupisce che ciò
provenga da persone intelligenti, di
cultura, ma è segno evidente delle
difficoltà della sinistra che non sa
più cosa dire e allora preferisce
mentire sapendo di mentire, visto
che il fascismo è morto e sepolto da
tempo...anche alemanno viene
attaccato solo per ragioni
ideologiche, sebbene sia persona
capace e seria - scritto da pierf
-
-
Sono d’accordo, ci
manca solo che indichino dall’estero
i ministri graditi e quelli
no...guardassero un poco in casa
loro !
scritto da Roverandom
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Io il mio veto lo
metto su tutti, altro che su
Calderoli. Che Gheddafi lo metta su
uno è già qualcosa di meglio di
quello che fanno gli italiani che se
li sorbiscono tutti, pur sapendoli
abusivi e fuorilegge, e stanno
zitti.. Prepotenti anche loro e
antidemocratici peggio di Gheddafi,
li hanno votati.
scritto da Misterbraun
-
-
La mia convinzione,
amico, è che vada fascistizzato ciò
che sa di imbroglio e di
sotterraneo. Potrà non piacere
sentirlo ricordare, ma non tutti
fanno mente locale sul fatto che
Hitler fu eletto
"democraticamente"... La propaganda
fece il resto. La manipolazione dei
media è un fatto assodato, così come
l’innata tendenza (con poche
eccezioni) degli operatori
dell’informazione a sdraiarsi di
fronte al potente di turno.
Paradossalmente la tv anni ’60,
quella del monopolio DC, faceva
cultura e riservava spazio
considerevole (tenuto conto dei
tempi) a gente come Pasolini, Biagi
e l’ormai misconosciuto Zavattini, a
modo loro precursori e visionari.
Aveva perfino mire educative
(ricordiamoci di Alberto Manzi, de
"L’Approdo", di trasmissioni
d’opinione coraggiose con Enza Sampò...).
Oggi qualsiasi canale tv è ridotto
ad oppio dei popoli (sono cosciente
della enormità che dico, ma con
l’avvento di mediaset è stato tutto
ridotto a merce e merchandising...)
e trionfa una sottocultura urlata e
deviante che genera altro che
civiltà e convvenza civile. E’ una
dittatura soft, che purtroppo fa
presa e genera comportamenti sempre
più asociali, spinge la gente ad una
paura illogica e artificiale e
soprattutto genera un consenso
schiacciato su posizioni sempre meno
illuminate. Se non lo chiami
fascismo trovagli un altro nome, ma
per me, pur travestito, quello
resta. I poteri oculti faranno il
resto, occupando e smantellando quel
poco di informazione libera (vedi
santoro e company) e "disinvolta",
che si potrà anche non apprezzare,
ma almeno rappresenta un sentire
destinato a soccombere al pensiero
unico e alla paura indifferenziata.
Questo richiede cultura e altra
resistenza, forse è meglio
atttrezzarsi. O vogliamo realizzare
a furor di popolo i progetti
eversivi della P2???? Francamente
non ci sto ed è consolatorio pensare
come fai tu e come fa Grillo che la
rete sia zona franca: la Cina e
Yahoo-Microsoft insegnano che i
dissidenti si possono sacrificare
agli interessi economici mondiali.
Torneremo ai volantini, più sicuri e
più convincenti. scritto da "due calzini".
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Anno Zero ultimo atto »
Dopo lo squallido spettacolo, in cui si è assistito al
turpiloquio più becero, tutti si aspettavano la classica
“ezovscina” (termine con cui i Russi indicavano il periodo
più drammatico delle purghe), invece più di qualche
reprimenda non è successo. Ciò a dimostrazione che
l’informazione è libera, non solo è libera ma si può
insultare impunemente tutto e tutti, come ha scritto un
giornalista : “Insulti belluini, da angiporto, da suburbio”
; alla sterilità del dialogo s’aggiunge il rafforzativo
dell’insulto. Adesso i loro blog sembrano legati da un filo
comune, l’uno tesse le lodi dell’altro, il rimandarsi
complimenti e sostegno, ma hanno anche un altro elemento in
comune il meccanismo pavloviano : “le critiche non sono
ammesse”. Loro sono i depositari della -verità-, gli altri
debbono in acquiescenza accettarla. Adesso alla RAI non
dovranno fare altro che prenderne atto, qualunque azione nei
confronti del Santoro, ne farà l’icona martirizzata della
defunta sinistra , avendo così altri elementi per fare da
grancassa mediatica.