n. 85 Anno 1 - 2 Maggio 2008 - OGGI si legge :

« Squadra di governo, il gioco delle parti »  

Le dichiarazioni del Premier Berlusconi, che sta lavorando : « a 360 gradi per comporre la migliore squadra di Governo possibile »,  sono ormai un ritornello, il totoministri è in piena fibrillazione per incasellare i dodici nominativi -senza spacchettamenti-. Forse questo è il compito più arduo per accontentare tutti, tra ministri con portafoglio e senza dovrà trovare la quadra per dare uno scranno a tutti i componenti del Pdl ; non può certo accontentare An e la Lega scordandosi del resto. Sperando che almeno qualcuno sia del ramo tecnico e non solo del colore politico, quella famosa professionalità e meritocrazia non la semplice tessera del partito ; ormai esperienze ne ha fatte, perseverare sugli errori sarebbe fatale. Anche perché è seguito passo passo dalla triade, pronti a fustigarlo sui loro blog, è una loro questione esistenziale ; ma credo che agli elettori interessi al momento vedere e toccare con mano quanto promesso nel programma. Il resto sono le solite esternazioni, che hanno permesso di farsi qualche soldino con libri, dvd ed altro ; un modo come un altro di fare informazione, ma sarebbe il caso di dedicarsi al presente con estrema attenzione. Di “Promessor da Collodi” ne abbiamo già avuto uno, due sarebbero troppi, è questo che si deve tenere bene in vista. Ricordando dai vari blog, che in primis è da risolvere il problema della -casta- e della spesa pubblica, se vuol dare un vero segnale di cambiamento, il tempo delle chiacchiere è finito adesso ci vogliono i fatti.

 
«Dalla dis-Unione l’ultima vischerata»  

Che ci fossero gli ultimi colpi di coda del defunto governo -prodesco- c’era d’aspettarselo, già la corsa spasmodica a sistemare sulle poltrone gli ultimi sodali, qualche leggina ad hoc per sistemare gli ultimi accordi di partito ; ma l’apoteosi è stata del vampiresco viceministro alle finanze, quello del tassa e spendi, ha superato ogni immaginazione. Con la gratuita, quanto ipocrita asserzione di “trasparenza”, attraverso l’Agenzia delle Entrate a messo in rete le dichiarazioni dei redditi di quanti le hanno fatte, stranamente preannunciata da scoop giornalistico di Italia Oggi. Sottolineo “ipocrita” perché qualche tempo fa nell’ottobre 2006 il “Promessor da Collodi” denunciò che 128 tra finanzieri e dipendenti dell’anagrafe tributaria che avevano spiato ripetutamente le sue dichiarazioni dei redditi attraverso il sistema informatico del ministero, dimenticando che il modello Unico compilato dai politici è pubblico per legge. Domandando al suo fido Vincenzo Visco di smascherare gli intrusi che si erano permessi di curiosare su di lui. Nemmeno un mese dopo, con fare roboante annunciò nuove procedure garantiste e  più controlli sui controllori con un archivio a prova da intrusioni per avere una maggiore garanzia della privacy. E cosa ti combina, tanto per restare nel loro modus operandi di fare il contrario di tutto, apre gli archivi a tutti, enunciando una presunta norma liberista di chiarezza, smentito dalle normative tante europee che internazionali ; il fine era solo e soltanto di creare ad arte il malanimo e l’invidia di quanti leggendo hanno confrontato. Già scrissi in merito, che quella trasparenza dovrebbero darla in primis i signori della casta, al momento dell’entrata sino al momento dell’uscita dallo scranno, e non nascondersi dietro la -privacy- ; il classico caso di chi predica bene e razzola male. Comunque questa ennesima boutade di voler avere, come ha dichiarato direttore dell’Agenzia delle Entrate, che la divulgazione dei redditi persegue «la finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati».  Ha solo portato alla luce il lato oscuro di certi personaggi, che si sono messi ad ululare in rete ed attraverso la stampa, la violazione della loro intimità reddituale, il rischio di vedersi additati alla pubblica gogna o peggio d’essere messi in lista dall’anonima sequestri. Quanto mai valido il vecchio adagio romano : “ i sordi so come er mar de denti chi cell’ha se li ti tiene”.