n. 80 Anno 1 - 23 Aprile 2008 - OGGI si legge :

« La presa di Porta Pia alias Comune di Roma »

Quello che è mancato tra PD e Pdl, il famoso incontro faccia a faccia, ce lo hanno regalato a Ballarò il Rutelli con l’Alemanno ; un fatto normalissimo negli altri Paesi vedere un confronto politico fra due visioni e programmi diversi, mentre il Berlusconi con Veltroni nemmeno due parole solo la registrazione in due tempi e nessun tipo d’ incontro. Il fatto saliente, che non è tanto l’ambita poltrona di sindaco della capitale, ma quanto il cercare almeno una rivincita dopo la catastrofe delle elezioni ; tentare di dare un diverso aspetto politico, snaturandolo da quello che è una semplice elezione di sindaco. I due personaggi si sono ben calati nella parte dei contendenti allo scranno capitolino, enunciando i temi più caldi quali : campi nomadi, criminalità, tasse locali e dulcis in fundo Alitalia. Una girandola di articoli giornalistici sbandierati a sostegno dall’una all’altra parte, il solito fumus politico strumentalizzando i vari fatti accaduti, i toni a volte accesi con le claque bipartisan, ma dei reali problemi solo pallide esternazioni a volte scadenti nel ridicolo. Vedi per esempio sulla sicurezza i cosiddetti «braccialetti antistupro» , o mettere delle «colonnine per il soccorso» tipo autostrada ; decisamente risibili entrambi visto che il problema della violenza sulle donne dovrebbe avere in primis la certezza della pena senza attenuanti e/o sconti, un ventennio per il reato di violenza in caso d’aggravante quale l’omicidio trenta anni ; ovviamente processo per direttissima ed un solo grado. Poi il problema del nomadismo nella periferia suburbana, che esiste da illo tempore, sempre affrontato ma mai risolto ; o meglio vengono sgombrati per allocarli in altre zone, dimenticando quelli spontanei o abusivi che crescono come funghi dopo l’apertura delle frontiere. Persone che non hanno come principio l’integrazione nel contesto sociale, ne vivono a margine vuoi per loro scelta che per una forma di xenofobia latente, alcuni sono riusciti ad inserirsi ma molti altri ingrossano le fila della criminalità. E la materia del contendere era la disquisizio sul sostantivo  “allontanamento” o “ espulsione”, non un proposta seria e concreta per affrontare un problema sociale d’estrema gravità. Sulle tasse solito balletto politico di chi le ha messe e chi le vuole togliere o ridurre, mentre sull’Alitalia soliti bla bla che da mesi riempiono le pagine dei giornali. Concludendo, di solito la figura istituzionale del sindaco, è una persona nativa di quel comune che ne conosce a fondo i suoi problemi e li vive ; salvo per Rutelli benché romano, che non certo ha tutta la popolazione a suo favore, anche lui ne ha fatte di cotte e di crude nel precedente mandato ; ma l’Alemanno -che c’azzecca- ; possibile che in tutta Roma due facce nuove e romane non si trovavano ! Anche per fare il sindaco a Roma politici riciclati.

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« Populismo spicciolo »

S’avvicina un’altra adunata oceanica grillesca, per il 25 Aprile su tutto il suolo italico, per raccogliere firme per i tre referendum promossi da Beppe Grillo ; sui temi del finanziamento dell’editoria, l’albo dei giornalisti e la legge Gasparri. Il tam tam della rete è incessante, dai “comunicati politici del nostro –masanielgrillesco- , alla dichiarazione dal blog del Di Pietro : “25 aprile: per una nuova Liberazione”, per approdare ai travagliati post antiberlusconiani del Travaglio. Di fondo l’azione è buona, ma menarla sempre sui soliti refrain perde di consistenza, il fatto di avere una libera informazione e togliere sic et simpliciter i finanziamenti all’editoria, è fattibile solo in uno stato di dittatura sudamericana o africana, figuriamoci se la casta e la lobby degli editori mollano l’osso perché si è fatto un referendum, come credere alla befana. Al massimo qualche ritocchino alle prebende, un maggiore spazio all’informazione per la difesa della legalità, trasparenza, ed ovviamente l’indipendenza e pluralità dell’informazione ; sempre che gli editori lo lascino fare. Quanto l’albo dei giornalisti, è decisamente anacronistico, un vecchio orpello delle leggi mussoliniane, ma che la casta dei giornalisti se lo tiene ben stretto, forse chissà potrebbe anche darsi. Per la legge Gasparri, visto che la Corte di Giustizia Europea ha già condannato l’Italia sulla legge che si è fatto per l’assegnazione delle frequenze televisive, e la Corte Costituzionale ha ribadito che questa legge è incostituzionale ; basterebbe far applicare la legge o ci serve un referendum per farlo ? Ormai sta diventando populismo spicciolo, sarebbe meglio affrontare un problema alla volta e portare delle soluzioni anche per iniziativa popolare, ma non solo fine a se stesse, bensì con un prosieguo esempio : sciopero dall’acquisto dei quotidiani per almeno un mese…. E salveremmo tanti alberi !