n. 74 Anno 1 - 15 Aprile 2008 - OGGI si legge :

« Alea iacta est »

Come volevasi dimostrare queste elezioni portano in evidenza due fatti sostanziali, la disaffezione al voto che cresce e la nascita in embrione del bipolarismo, un ulteriore elemento della potatura dei cespuglietti più o meno rissosi, che dopo aver assaggiato poltrona e prebende avevano perso le radici proletarie. La vittoria del Pdl e del suo premier, in buona parte di deve ringraziare il PD e gli altri per aver costantemente demonizzato il cavaliere sino a trasformarlo nel salvatore italico ; ma non per ultimo il disastro della dis-Unione creato in quei venti mesi con la sua politica aberrante del “tassa e spendi”. Oltre all’aver creato un baratro tra il “proletariato” ed i suoi pseudo rappresentanti, il rapporto tra elettore/politico si è frantumato nel vederlo subito adeguato agli agi della –casta-. Il PD, paga pegno per non aver avuto il coraggio di rinnovarsi profondamente, di non aver saputo togliere l’ingombrante fantasma della pletora prodiana, ma ancor peggio difendere l’indifendibile vedi Bassolino & soci, e non per ultimo presentare candidati non nella loro veste vedi precaria. Il risultato elettivo era quasi scontato, troppi elementi a favore della Pdl seminati in quei venti mesi, e la campagna del PD troppo ondivaga e poco aderente alle reali problematiche sociali, le smielature stile americano non hanno attecchito bisognava essere più realisti e drastici. Ora si prospetta un nuovo governo, che ha tutti i numeri tanto al Senato che alla Camera, una riduzione drastica dei partiti presenti riducendone la rissosità, dovrà essere un governo di dialogo e d’intese sui grandi problemi da risolvere con urgenza ; il muro contro muro non ha mai pagato, ma serve trovare soluzioni in comunità d’intenti.

 

« Nuove braccia a cercare lavoro »

Finite queste elezioni, una folta compagine di “trombati” ha finito di far parte della -casta- con poltrona e prebende, dovrà suo malgrado trovarsi qualcosa di bello da fare, il tempo delle vacche grasse finito miseramente, gli agi per non far nulla o peggio far dei disastri alla “Signor NO” finito. Avranno modo di riciclarsi in qualche attività del partito, nella speranza di avere un’altra possibilità fra qualche anno. Il fatto eclatante è la sparizione di partiti storici, una debacle epocale dovuta al loro esasperato massimalismo e non l’aver capito che il mondo si è evoluto, il restare arroccati a simbolismi e non vedere il futuro era inevitabile perdere i consensi della base. La -cosa rossa- affondata come una chiave inglese, il carisma del nostro bravo -dandyreed- non ha tenuto più di tanto, il fare troppo il - berty by night- non è piaciuto ai proletari ; ma ancor peggio la loro rissosità nel governo dimostrando una fragilità di pensiero e programmi comuni, non per ultimo i personaggi portati. Mentre i socialisti tra sacro e profano, finiti miseramente facendo appassire il vecchio garofano rosso di craxiana memoria ; chi semina vento raccoglie tempesta recita un adagio. Comunque non gli è andata poi tanto male, qualcosina sono riusciti a prendersela, proprio a mani vuote non sono andati via che diamine almeno una pensioncella da parlamentare bisogna pure raccattarla; oltre all’assegnetto per reinserirsi nella vita sociale dopo lo stress da parlamentare.