Leggendo i vari commenti ad un post
su scrivi.com "
http://www.scrivi.com/pubblicazioni.asp?id_pub=326464",
si nota lo spaccato classico italico
tra i Don Camillo e Peppone, oltre
all’uomo qualunque di vecchia
memoria, segno inequivocabile che
certa manifestazione si porta dietro
i contenuti dal dopoguerra alle
varie repubbliche , ma niente
proiettato verso il futuro dando
spazio ai giovani. Commenti, che a
volte perdono la forma del buon
italiano e scendono nello scurrile,
forse pensando che tali loro
espressioni siano rafforzative del
pensiero, mentre invece scadono solo
nel triviale da angiporto. E’ ovvia
la grande confusione che
l’elettorato ha in questi giorni,
confusione gestita ad arte, un mix
di notizie sparse da ogni
schieramento e dai loro slogan
fantasmagorici, dall’Italia che ce
la può fare a quella che si deve
rialzare, scomodando persino il
Cristo nella boutade socialista;
degli altri meglio stendere un velo
pietoso. Tutti a cercare il meno
peggio, oppure per dietrologia o
militanza a difendere quello a cui
credono, ma nel mucchio delle liste
e simboli è come saltellare su di un
campo dopo il passaggio di un branco
di vacche, cercare di non portasi a
casa sotto le suole uno sgradito
regalo…
Che non si possa fare nulla è
assodato
Che il post elezioni sia già
programmato lo sappiamo
Che comunque la –casta- detenga il
potere con arroganza ed alterigia è
un dato di fatto
Ergo, salvo fare le barricate alla
MasanielGrillesca maniera, non resta
granché, ma anche quelle il popolo
italico dopo il 1848 ha perso il
vezzo, quelli del ’68 hanno capito
tutto ed hanno girato bandiera, chi
resta allora a dare voce ed azione
per un rinnovamento ?
Ci restano solo i giovani ed i nuovi
italiani immigrati, l’attuale
elettorato è apatico e sfiduciato,
abitudinario a queste
manifestazioni, gregge che basta il
fischio del politico di turno
s’aduna sperando che qualcosina
possa ottenere. Qualcuno ha scritto
: VOTATE VOTATE APPROVATE NON
DISPERDETE IL VOTO.
E di grazia dove ed a chi ? ognuno è
libero di farsi del male da solo, ma
almeno la libertà di parola e scelta
è rimasta per dire il proprio
dissenso, “ignavo” è chi resta in
casa a non votare !
Ma chi vota ha la libertà di
spernacchiare quella lista, di cui
non ha assolutamente la sua
espressione, bensì la volontà dei
premier a dividersi la solita
poltrona e prebenda.