n. 70 Anno 1 - 9 Aprile 2008 - OGGI si legge :

  e gli altri ..

« I Don Camillo e Peppone »
Leggendo i vari commenti ad un post su scrivi.com " http://www.scrivi.com/pubblicazioni.asp?id_pub=326464", si nota lo spaccato classico italico tra i Don Camillo e Peppone, oltre all’uomo qualunque di vecchia memoria, segno inequivocabile che certa manifestazione si porta dietro i contenuti dal dopoguerra alle varie repubbliche , ma niente proiettato verso il futuro dando spazio ai giovani. Commenti, che a volte perdono la forma del buon italiano e scendono nello scurrile, forse pensando che tali loro espressioni siano rafforzative del pensiero, mentre invece scadono solo nel triviale da angiporto. E’ ovvia la grande confusione che l’elettorato ha in questi giorni, confusione gestita ad arte, un mix di notizie sparse da ogni schieramento e dai loro slogan fantasmagorici, dall’Italia che ce la può fare a quella che si deve rialzare, scomodando persino il Cristo nella boutade socialista; degli altri meglio stendere un velo pietoso. Tutti a cercare il meno peggio, oppure per dietrologia o militanza a difendere quello a cui credono, ma nel mucchio delle liste e simboli è come saltellare su di un campo dopo il passaggio di un branco di vacche, cercare di non portasi a casa sotto le suole uno sgradito regalo…
Che non si possa fare nulla è assodato
Che il post elezioni sia già programmato lo sappiamo
Che comunque la –casta- detenga il potere con arroganza ed alterigia è un dato di fatto
Ergo, salvo fare le barricate alla MasanielGrillesca maniera, non resta granché, ma anche quelle il popolo italico dopo il 1848 ha perso il vezzo, quelli del ’68 hanno capito tutto ed hanno girato bandiera, chi resta allora a dare voce ed azione per un rinnovamento ?
Ci restano solo i giovani ed i nuovi italiani immigrati, l’attuale elettorato è apatico e sfiduciato, abitudinario a queste manifestazioni, gregge che basta il fischio del politico di turno s’aduna sperando che qualcosina possa ottenere. Qualcuno ha scritto : VOTATE VOTATE APPROVATE NON DISPERDETE IL VOTO.
E di grazia dove ed a chi ? ognuno è libero di farsi del male da solo, ma almeno la libertà di parola e scelta è rimasta per dire il proprio dissenso, “ignavo” è chi resta in casa a non votare !
Ma chi vota ha la libertà di spernacchiare quella lista, di cui non ha assolutamente la sua espressione, bensì la volontà dei premier a dividersi la solita poltrona e prebenda.

 

« Manco un Euro ai politici da spartirsi se ....»

 

 

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