n. 68 Anno 1 - 7 Aprile 2008 - OGGI si legge :

  e gli altri ..

« Indifferenza italica »
Stiamo arrivando al gran giorno dei queste “elezioni farsa”, delle quali si è discusso di tutto e di più, sino ad arrivare alla -scheda elettorale-, un lenzuolone che adesso non va bene più a nessuno ; forse è stato redatto da qualche collagista consulente esterno non dai signori della –casta-.
Le varie esternazioni da un campo all’altro, sono state le più variegate trattando tutti i campi, che in questo ultimo quindicennio sono stati affrontati superficialmente e con scarsa capacità risolutiva, vuoi per rissosità politica ma molto di più per incapacità di risolvere i problemi.
Lo spettacolo regalatoci dai vari politici in corsa, è un misto tra Bagaglino e la predica all’oratorio, tutti protesi a convincere gli elettori della bontà del loro programma, ma ancor più della determinazione del proprio governo a risolvere i malesseri italici ; al limite dell’offesa all’intelligenza dell’elettore.
In questa boutade elettorale, i temi fondamentali sono stati disattesi da tutti, in primis d’avere un parlamento pulito e secondo un profondo rinnovamento della classe politica ; invece in perfetto stile borioso ed arrogante hanno disatteso questi due principi, dando solo una spolveratina tanto per far credere.
Basta andare a leggere questo link di - Onorevoli WANTED - :
http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/nuovicandidati.html
Di certo andremo a votare, l’astensione mortifica il diritto al voto, guai a lasciarla in bianco onde evitare utilizzi impropri, ma lasciare ben evidente il nostro messaggio di dissenso, questo è il voto –utile- ; rinviare questa pletora di personaggi ad altre occupazioni più produttive, che non vivere alle spalle degli elettori.
Ma questa è perfetta utopia, perché l’attuale classe politica sa bene come manipolare l’elettore, il do ut  des che da illo tempore tiene in piedi le varie fazioni politiche, l’accaparrarsi del favore a proprio torna conto ; è questo il loro cavallo di battaglia sapendo dell’indifferenza italica, che recita : ognuno per se Dio per tutti.

 

« Manco un Euro ai politici da spartirsi se ....»

 

 

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