Anche
se non lo danno a vedere, i due leader del PD e Pdl,
sanno bene che queste elezioni non promettono nulla
di buono, non tanto per tenere il piedi un governo,
quanto affrontare tutti i gravi problemi che
ci si sta portando da anni dietro, ed esasperati in
questo ultimo governo da sfascio istituzionale.
L'antipolitica, da strisciante è esplosa in tutta la
sua virulenza, -la casta- definita da Libero "I
papponi di Stato" con l'inchiesta firmata da Roberto
Poletti e Andrea Scaglia, ha portato a nudo di cosa
siano capaci di fare. Alla ricerca di facce nuove e
di programmi salvatutto, gli schieramenti si sono
autoclonati nella forma e sostanza, appiattendo
l'interesse del cittadino che rivede ancora una
volta il solito refrain politico. Non da meno sono
le altre -cose-, al momento se ne stanno al balcone
a fare da contraltare sperando di farsi un angolino
in Parlamento, attaccando frontalmente sia il PD che
il Pdl con sterili polemiche ma ancor peggio con
vacui programmi massimalisti. Lo spirito è rimasto
lo stesso, in caso di spazi, proseguire con la
stessa metrica ricattatoria chi ha bisogno del
sostegno, tornando al suk del voto con
contraccambio. Chi vincerà sa bene che lo spettro
della recessione è galoppante, urge affrontare con
fermezza e senza mezzi termini i principali problemi
sociali, ancora oggi irrisolti. Al momento, si parla
tanto di voto utile, ma credo che il problema sia
prima quello di chi si presenta e delle sue
credenziali, oggi più che mai servono facce nuove
per un Parlamento pulito, continuare a propinare gli
stessi teatranti col vestito nuovo, ormai non
inganna più.