« Abbassare gli stipendi dei
parlamentari »
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A quanto pare, la luce sulla strada delle
elezioni, ha folgorato il buon –UOLTER- che ha
esternato, audite audite : « Non possiamo più
stare in un paese con gli stipendi più bassi e le
retribuzioni dei parlamentari più alte del resto
d'Europa. Dobbiamo unificare le retribuzioni dei
parlamentari agli altri paesi europei ».
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L’italia tutta è sobbalzata, non può
esser vero, forse la notizia è errata o mal riportata,
invece
a Novara durante il comizio nella seconda tappa
piemontese del suo viaggio elettorale. «Non dico questo
perché sono tentato di indulgere nell'antipolitica, ma
perché la politica deve recuperare sobrietà ed
efficienza».
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Lo sconcerto ha raggiunto i livelli massimi, nessuno al
mondo s’aspettava questo proclama, a l’intero
schieramento sono tremati i polsi davanti a questa
prospettiva, il Pdl spiazzato a solo farfugliato il suo
compiacimento ed accordo, come prassi vuole in queste
occasioni.
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Però adesso –lo problema- si fa grave, di solito i
parlamentari retrocedono il giusto obolo al partito,
quindi anche per loro una riduzione, figuriamoci quelli
della “cosa rossa” che vogliono il 55% delle prebende,
una perdita immane, chiederanno per forza un aiutino ai
sussidi sociali della Casa del Popolo.
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Per poi non parlare dei -cespuglietti-, dovranno
chiedere la cassa integrazione per parlamentari
indigenti, vivere con uno stipendio normale manco il
portaborse potranno permettersi, immaginate se dovessero
pagarsi pure il resto, una vera tragedia.
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Che non si farebbe o direbbe pur d’accattarsi un
votarello per lo scranno, resta sempre il fatto della
famosa credibilità d’intenti e di persone, vero che il
paese ha bisogno di crescere e per farlo deve essere
unito, ma come collante ad oggi non è proprio il
massimo.