n. 55 Anno 1 - 18 Marzo 2008 - OGGI si legge :

« Abbassare gli stipendi dei parlamentari »

A quanto pare, la luce sulla strada delle elezioni, ha folgorato il buon –UOLTER- che ha esternato, audite audite : « Non possiamo più stare in un paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificare le retribuzioni dei parlamentari agli altri paesi europei ».
L’italia tutta è sobbalzata, non può esser vero, forse la notizia è errata o mal riportata, invece a Novara durante il comizio nella seconda tappa piemontese del suo viaggio elettorale. «Non dico questo perché sono tentato di indulgere nell'antipolitica, ma perché la politica deve recuperare sobrietà ed efficienza».
Lo sconcerto ha raggiunto i livelli massimi, nessuno al mondo s’aspettava questo proclama, a l’intero schieramento sono tremati i polsi davanti a questa prospettiva, il Pdl spiazzato a solo farfugliato il suo compiacimento ed accordo, come prassi vuole in queste occasioni.
Però adesso –lo problema- si fa grave, di solito i parlamentari retrocedono il giusto obolo al partito, quindi anche per loro una riduzione, figuriamoci quelli della “cosa rossa” che vogliono il 55% delle prebende, una perdita immane, chiederanno per forza un aiutino ai sussidi sociali della Casa del Popolo.
Per poi non parlare dei -cespuglietti-, dovranno chiedere la cassa integrazione per parlamentari indigenti, vivere con uno stipendio normale manco il portaborse potranno permettersi, immaginate se dovessero pagarsi pure il resto, una vera tragedia.
Che non si farebbe o direbbe pur d’accattarsi un votarello per lo scranno, resta sempre il fatto della famosa credibilità d’intenti e di persone, vero che il paese ha bisogno di crescere e per farlo deve essere unito, ma come collante ad oggi non è proprio il massimo.
« Manco un Euro ai politici da spartirsi se ....»