n. 53 Anno 1 - 14 Marzo 2008 - OGGI si legge :

  e gli altri ..

« Politica spettacolo ma Parlamento pulito NO »

Alle tante boutade dei nostri –premier-, adesso assistiamo a quella di protesta del dandy-reed della “cosa rossa”, l’insalatina della sinistra-arcobaleno, che batte i piedi per terra davanti alla RAI perché non ha abbastanza spazio per raccontarci le sue mirabilia colorate.
la denuncia, nel solito stili roboante, è : "Siamo qui per chiedere al servizio pubblico in particolare di svolgere un'informazione corretta: c'é un elemento politico di distorsione della campagna elettorale, ma non c'é nessun bisogno per assecondarlo. Pd e Pdl concorrono nel cercare di far credere che la partita sia a due, ma così la partita diventa truccata".  
D’accordo che gli italiani sono degli sprovveduti, ma sanno ancora leggere o meglio vedere, ormai i politici sono diventati delle starlette medianiche, basta leggersi gli ultimi dati del Centro d’ascolto per l’informazione televisiva dal quale risulta che : dal 7 febbraio al 2 marzo 2008 detiene il record delle comparsate televisive ben 15, di contro Casini a 13, Berlusconi a 10. In poco più di un mese ha saltellato dappertutto vedi con Ballarò, per poi col Tg1 delle 20, le Invasioni Barbariche, il Tg5 delle 20, Porta a Porta del 19 febbraio, Tg2 Punto di Vista, Speciale Tg1, Otto e Mezzo, Primo Piano, Il Caffè di Rai Tre, e poi, ovviamente, Matrix, Mineo, AnnoZero, l'Infedele, e Unomattina.
A fronte di ciò ha dichiarato che la Sinistra Arcobaleno non vuole elemosinare qualche minuto in più nella programmazione: "Ce ne vergogneremmo, perché continuiamo a pensare che la partita decisiva si giochi sul territorio, nei quartieri, nelle scuole, nei bar e nei caffè e nulla può sostituire il porta a porta, il rapporto diretto tra militanti e popolo".
Alla faccia dell’elemosina, mancava solo di trovarlo nei programmi di sport o di cucina, sembra proprio una crisi di presenzialismo visto che le sue palingenesi epocali non fanno più effetto, è storia vecchia fatta di stereotipi e luoghi comuni che non trovano più riscontro nel presente.
Ma anche lui tace, il suo silenzio assordante d’avere un Parlamento pulito, ovviamente non può, come gli altri il silenzio complice di portare il tutto davanti al fatto compiuto.

« Il ritorno al paesello dei nostri politici »
A quanto pare ai nostri politici l’aria di Strasburgo non piace molto, ne tantomeno la sua valenza nell’Europa, tant’è che ben oltre il 25% degli eurodeputati italiani si è candidato per il voto politico e amministrativo del 13 aprile. Dei 78 eletti al Parlamento europeo a giugno 2004, sono già 23 candidati nelle liste di Camera, Senato, regione, provincia, o sono pronti per altre collocazioni future. Ma ad oggi 18 i deputati hanno lasciato Strasburgo durante la legislatura in corso, vedi Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Pierluigi Bersani, Emma Bonino, Antonio Di Pietro, Lorenzo Cesa, Paolo Cirino Pomicino, Enrico Letta e Michele Santoro.
Mentre qualchedun’altro si gode il ricco trattamento connesso al seggio di Strasburgo, senza quasi mai farsi vedere, ma comunque ai transfughi, in caso di vittoria, dovranno decidere su quale scranno sedersi, visto che il nuovo regolamento prevede incompatibilità tra impegno europeo e nazionale.
Ma sicuramente ci avevano fatto un pensierino a tenerseli tutti e due…..

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