n. 51 Anno 1 - 12 Marzo 2008 - OGGI si legge :

  e gli altri ....

« Il paese del bengodi  »
Tutti pensano che la campagna elettorale è fatta per gli interessi degli elettori e del paese, ma ben pochi sanno che invece il tutto si traduce su di una bella torta da spartire con dovizia tra le parti, che è quella dei rimborsi elettorali. Infatti, la legge sui finanziamenti ai partiti, prevede che basta solo raggiungere l´1 per cento alle elezioni del 13 aprile, e si partecipa al banchetto dei soldi pubblici, di circa 425 milioni d’euro, un vero bengodi tanto per le grandi coalizioni che per i partitini sparsi. Per eleggere i vari candidati la soglia è fissata al 4 % per Montecitorio ed all´8 % per Palazzo Madama, mentre per quelli che si presentano in coalizione il margine è invece il 2 % ; ma per ottenere i rimborsi basta molto giusto 400 mila voti, e si rientra nella spartizione. Questo escabotage ha stuzzicato molti "partitini" a buttarsi nell’agone delle elezioni, non tanto per superare lo sbarramento parlamentare, ma sulla certezza di prendere la loro fetta e continuare l’attività politica, se così si possa definire.
La legge attuale per il rimborso totale, prevede un euro ad ogni avente diritto, poi da moltiplicare per cinque anni e da assegnare sia alla Camera sia al Senato, anche con la sfrondatine (tanto per farla prenderci in giro) del 10 % ; la torta da ripartire e di ben 425 milioni d’euro  dall’Aprile al 2013. Ma non solo questo, ai capitoli di spesa per la Camera e il Senato, vanno aggiunti gli altri due che interessano le Europee (si voterà nel 2009) e le regionali ; quindi ai partiti e partitini ci sarà una bella torta per fare politica nei prossimi cinque anni,  se non è il bengodi questo….

Tanto per ricordare

« La casta non ha vergogna »

A MASTELLA 300 MILA EURO di FRANCESCO RUGGERI

 

Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo è lo Stato, attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano, se a beneficiarne fosse un gruppo di disadattati o ex tossici appena dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell'assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli (...) segue a pagina 10 ::: segue dalla prima FRANCESCO RUGGERI (...) che non sono stati (o non si sono) ricandidati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti. A loro - nonostante il reddito extra parlamentare, da quando mettono piede nell'emiciclo, cresca del 51% - spetterà una somma pari all'80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorrere dall'inizio del primo mandato. Ossia 9.362 euro per ogni anno tra gli scranni di Montecitorio e 9.604 per Palazzo Madama (ottenuti cumulando il 6,7% di ciascuna delle 12 indennità mensili).

 

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