| n. 50 Anno 1 - 11 Marzo 2008 - OGGI si legge : |

e gli altri ....
Come ogni campagna elettorale che si rispetti, slogan e promesse vengono snocciolati ogni giorno, un rito da svolgere in ogni piazza per cercare di vendere al meglio le loro -fanfaluche pre-elettorali-, certi che qualcuno almeno ci cascherà. Tra le tante che ci vengono ammannite, quella di un discorso del Veltroni :“Se il PD andrà al governo, l’Italia ritroverà la sua stagione d’oro, le speranze e l’euforia del miracolo economico degli anni Sessanta” ; qua l’ha sparata grossa ! . Dopo oltre 48 anni quel periodo particolare, non potrà mai essere riattualizzato ; mancano le premesse ed i contesti, con l’Italia attuale è solo utopia dirlo. Basta vedere in che stato è ridotta l’Italia, giusto qualche accenno, per far funzionare la Pubblica Amministrazione ogni euro che lo Stato spende, 53 centesimi servono per pagare gli stipendi dei dipendenti, oltre la metà della cifra investita da Roma per i servizi ai cittadini (ministeri, enti e agenzie, esercito e forze dell’ordine) viene impiegata per pagare il dipendente incaricato di erogare il servizio. Il costo più elevato del pianeta ! non parlando della qualità dei servizi erogati ai cittadini. Per poi non parlare delle amministrazioni periferiche ed i loro carrozzoni, le varie commissioni e quant’altro per garantire uno scranno e prebenda. Un esempio tra tanti, basta vedere tra i governatori delle regioni, il Presidente della Regione Toscana prende 7.498 €, invece Presidente della Regione Puglia ben 18.885 €, oltre il doppio, mentre il Presidente della Regione Umbria è il più basso d'Italia. Sperequazioni di -casta-, malcostume ormai incancrenito nelle istituzioni, un modus operandi ormai intoccabile dei nostri politici. Ma il fatto sostanziale, è che negli anni ’60 c’era la voglia di lavorare di dare il massimo, facendo mille mestieri per migliorarsi senza avere la puzza al naso ; si veniva fuori da un periodo d’incertezze. Si viveva un momento particolare in quell’Italia dove ancora esistevano i valori fondamentali dell’etica e dell’educazione, non il berciume dei tempi attuali, non si era al consumismo sfrenato od al bisogno d’essere griffati. Ma ancor più oggi lavorare non piace molto, meglio bivaccare nelle università che fare arte e mestieri di una volta, ormai tanti mestieri sono lasciati agli immigrati, nascondendosi dietro l’alibi della precarietà. La fanfaluca che tornino gli anni ’60 è decisamente ridicola.
Tanto per ricordare
Finalmente
le liste dei candidati sono chiuse, oltre un settanta per cento di coloro
che sono ai primi posti si considerano già eletti, nulla importa di quale
sia il risultato finale del suo schieramento politico e del relativo
premier. Questa è la legge elettorale, da tutti contestata, ma che nessuno
vuol cambiare, mi sembra ovvio perché possono selezionare i loro addetti in
base alla fedeltà, non certo sul merito e la loro capacità di avere il
consenso del voto.
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