| n. 48 Anno 1 - 7 Marzo 2008 - OGGI si legge : |

e gli altri ....
Dopo i vari colpi di scena dei candidati farlocchi ,vedi precaria, gente sconosciuta, vedi amici di palazzo ; i nomi dei candidati “imposti agli elettori”, essendogli vietata a libera scelta, si cominciano a leggere i vari sostenitori dei veltroniani, dalemiani, rutelliani, prodiani, franceschiniani o mariniani.
Una pletora che di nuovo non ha tanto, salvo qualche caso, come ha scritto un giornalista “Ognuno si è portato dietro il proprio segretario, il proprio addetto stampa, mancano solo i nomi degli autisti e delle badanti”. Il socio del PD, L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, attraverso il suo capogruppo, ha precisato che «Italia dei Valori ha fatto una scelta. Escluse poche ed autorevoli eccezioni di candidature nazionali, ha candidato persone che hanno un forte legame con il territorio. Questa è una scelta che ci contraddistingue e di cui siamo fieri ed orgogliosi», cioè ? ognuno rappresenta la sua regione o luogo di nascita ? ma come si direbbe ma che c’azzecca ! L’altro socio, ha smesso lo sciopero della sete, ed è sceso a miti consigli ; non credevo proprio che avrebbe buttato alle ortiche 3M di euro e qualche poltrona, un bella boutade nel loro stile.
Non da meno il Pdl, che ancora sta tessendo le sue fila, per trovare di accontentare tutti anche se il grosso è fatto per quelli di AN e della Lega, adesso si tratta di trovare di trovare qualche scranno per i “cespuglietti”. Ma anche in questo schieramento, di grosse novità non se sono viste, i soliti noti con qualche nome eccellente; tanto per dar lustro. Un modo molto soft, questa volta di fare campagna elettorale, ripetitivo come forma e sostanziale, scendendo nello stucchevole ; anche se non lo vuole ammettere il fine è quello di tenere aperta la porta alle grandi intese.
La Rosa Bianca con l’UDC, hanno consumato il loro matrimonio d’intenti, non solo ma hanno aperto le porte addirittura a Ciriaco De Mita a correre in Campania come capolista, dopo la sua esclusione dal PD per vetusta etade politica. Ma il Casini non pago da un ulteriore peso alla lista con Alessandra Borghese, figlia del principe Alessandro Romano Borghese, e come legge del contrappeso, anche a Totò Cuffaro, l’ex governatore della Sicilia. Mentre dietro la porta briga sempre il Ferrara, nella ricerca di trovare qualche allocazione.
La cosa rossa della Sinistra Arcobaleno, dopo aver sistemato il dandy-reed, hanno avuto le gatte da pelare per accontentare gli altri, l’ex ministro che voleva accasare sempre il fratello ma ha creato qualche malumore, poi da sistemare il resto. La nomina di Vladimiro Guadagno in arte Luxuria in Sicilia ha sollevato l’ira delle proprie iscritte (114) che : «Apprendiamo con vivo stupore e amarezza che la Sinistra Arcobaleno candida alla Camera, nella Sicilia occidentale, Vladimir Luxuria. Non siamo assolutamente d´accordo e chiedono la candidatura dell´uscente Daniela Dioguardi (Prc) ». Mentre il miliardario no-global ha trovato un posticino nel Veneto. Mentre per fare lo sgambetto a Veltroni, anche loro hanno un operaio della Thyssen Krupp, come farsi dispettucci tra bambini con le figurine.
Salvo le altre, di nuovo ben poco, e di pulito men che meno, le premesse non sono certo sotto i migliori auspici.
Tanto per ricordare
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