n. 30 Anno 1 - 12 Febbraio 2008 - OGGI si legge :

 

« Seguendo le manifestazioni »
Al discorso a Spello, la prima accentuazione è stata della sua presentazione e scenografia, come se dover parlare agli elettori ci voglia uno scenografo di Cinecittà ! ; capisco la forma organizzativa, la scelta del pubblico, ma addirittura scegliere lo scenario e fare di quello il tema, mi sembra troppo. A Roma di –piacione- c’è n’è uno è basta ed avanza, serve più qualcosa di costruttivo che non la recita elettorale stile americano con pin-up e contorni ; che inizino le critiche c’è da farsi al callo sino al velario delle urne, ma continuare sui temi. Scrivono che : “Dimesso, discorsivo, didascalico. Così è apparso nella cornice medievale di Spello, WalterEgo Veltroni, l’Obama bianco del Partito Democratico al suo esordio di campagna elettorale. Alla retorica grossolana e ruspante del Cavaliere, Walter-Ego ha risposto con un discorso molliccio e gelatinoso, una specie di pappa del cuore che dovrebbe sgonfiare l’ansia del popolo moderato e inaugurare la “rottura” del vecchio sistema
Se criticano così, allora siamo nel giusto, la gente comune non vuole più messaggi roboanti e nemmeno televendite ; vuole qualcosa di pacato che abbia dei contenuti precisi, un taglio netto e preciso del passato per saper affrontare il futuro.
L’asserto di « Non ci sono due Italie separate da muri invisibili. Né è giusto mettere sulle regioni, sulle città, sulle case e persino sulle teste degli italiani delle bandierine di colori diversi. Perché gli italiani non appartengono a nessuno, se non a se stessi, e vogliono uscire dalla confusione, dall’instabilità e dall’immobilismo: vogliono una stagione nuova »
E’ quello il primo grande pensiero, in passato abbiamo vissuto sotto il – dividi et impera- , il classismo ed il becero massimalismo, e non dimenticando cinque anni di spot melensi per farci credere a chissà quali mirabolandie.
Quello che può sembrare uno slogan «Noi diciamo : non cambiate un governo, cambiate l’Italia» ; deve essere la chiave di volta del PD, il cambiamento di pensiero e persone atte a dare una svolta ; non serve demonizzare l’avversario per basare una campagna politica, ne tantomeno rivangare il passato, bisogna girare pagina, sappiamo bene cosa è stato il governo prodesco.
Ma attenzione grande UOLTER….  l'esperienza è un ombrello disponibile quando ha smesso di piovere, e ricordati del buon Giulio Cesare “Troppi fanno la somma e pochi la differenza”, quindi continua a cavalcare da SOLO !.
« Si ricomincia con le televendite e telepromozioni »
In una intervista rilasciata da Silvio Berlusconi al direttore del settimanale "Tempi" Luigi Amicone, ha cominciato a ribattere il refrain di : “La prima cosa da fare sarà quella di rimettere i soldi nelle tasche dei cittadini e delle famiglie per rilanciare i consumi e con questi l'economia e la creazione di nuovi posti di lavoro. Prodi ha svuotato le tasche dei contribuenti di ogni fascia sociale caricandoli di imposte. Noi dovremo usare la leva fiscale nel modo opposto. E aboliremo subito l'Ici sulla prima casa, come avevamo promesso nel 2006. Ripartiremo subito con le grandi infrastrutture e l'alta velocità, che il governo della sinistra e dei Verdi ha bloccato colpevolmente per due anni. Rilanceremo il Ponte sullo Stretto, i termovalorizzatori, i rigassificatori, e tutte le infrastrutture indispensabili in un paese moderno …”.
Tutte buone intenzioni, ma che lasciano il tempo che trovano visti i precedenti, prima di propagandare promesse sarebbe meglio far sapere quali sono i programmi per le riforme da fare ; al momento si sta solo vedendo il valzer di partitini e partitucci alla ricerca di uno scranno nel Pdl.
Ma della -volontà- di dare una nuova immagine e nuovi personaggi, non se ne vede punto, anzi sono sempre gli stessi più o meno chiacchierati, e non depone certo a favore la credibilità ; continuare sempre sulla demonizzazione dell’avversario non porta da nessuna parte, meno chiacchiere e più fatti ci vogliono adesso.
 
 

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