Al discorso a Spello, la prima accentuazione è
stata della sua presentazione e scenografia,
come se dover parlare agli elettori ci voglia
uno scenografo di Cinecittà ! ; capisco la forma
organizzativa, la scelta del pubblico, ma
addirittura scegliere lo scenario e fare di
quello il tema, mi sembra troppo. A Roma di –piacione-
c’è n’è uno è basta ed avanza, serve più
qualcosa di costruttivo che non la recita
elettorale stile americano con pin-up e contorni
; che inizino le critiche c’è da farsi al callo
sino al velario delle urne, ma continuare sui
temi. Scrivono che : “Dimesso, discorsivo,
didascalico. Così è apparso nella cornice
medievale di Spello, WalterEgo Veltroni, l’Obama
bianco del Partito Democratico al suo esordio di
campagna elettorale. Alla retorica grossolana e
ruspante del Cavaliere, Walter-Ego ha risposto
con un discorso molliccio e gelatinoso, una
specie di pappa del cuore che dovrebbe sgonfiare
l’ansia del popolo moderato e inaugurare la
“rottura” del vecchio sistema ”
Se criticano così, allora siamo nel giusto, la
gente comune non vuole più messaggi roboanti e
nemmeno televendite ; vuole qualcosa di pacato
che abbia dei contenuti precisi, un taglio netto
e preciso del passato per saper affrontare il
futuro.
L’asserto di « Non ci sono due Italie separate da muri
invisibili. Né è giusto mettere sulle regioni,
sulle città, sulle case e persino sulle teste
degli italiani delle bandierine di colori
diversi. Perché gli italiani non appartengono a
nessuno, se non a se stessi, e vogliono uscire
dalla confusione, dall’instabilità e
dall’immobilismo: vogliono una stagione nuova »
E’ quello il primo grande pensiero, in passato
abbiamo vissuto sotto il – dividi et impera- ,
il classismo ed il becero massimalismo, e non
dimenticando cinque anni di spot melensi per
farci credere a chissà quali mirabolandie.
Quello che può sembrare uno
slogan «Noi diciamo : non cambiate un governo,
cambiate l’Italia» ; deve essere la chiave di
volta del PD, il cambiamento di pensiero e
persone atte a dare una svolta ; non serve
demonizzare l’avversario per basare una campagna
politica, ne tantomeno rivangare il passato,
bisogna girare pagina, sappiamo bene cosa è
stato il governo prodesco.
Ma attenzione grande UOLTER…. l'esperienza
è un ombrello disponibile quando ha smesso di
piovere, e ricordati del buon Giulio Cesare
“Troppi fanno la somma e pochi la differenza”,
quindi continua a cavalcare da SOLO !.
«Si ricomincia
con le televendite e telepromozioni »
In una intervista rilasciata
da Silvio Berlusconi al direttore del settimanale "Tempi" Luigi
Amicone, ha cominciato a ribattere il refrain di : “La
prima cosa da fare sarà quella di rimettere i soldi nelle tasche dei
cittadini e delle famiglie per rilanciare i consumi e con questi
l'economia e la creazione di nuovi posti di lavoro. Prodi ha
svuotato le tasche dei contribuenti di ogni fascia sociale
caricandoli di imposte. Noi dovremo usare la leva fiscale nel modo
opposto. E aboliremo subito l'Ici sulla prima casa, come avevamo
promesso nel 2006. Ripartiremo subito con le grandi infrastrutture e
l'alta velocità, che il governo della sinistra e dei Verdi ha
bloccato colpevolmente per due anni. Rilanceremo il Ponte sullo
Stretto, i termovalorizzatori, i rigassificatori, e tutte le
infrastrutture indispensabili in un paese moderno …”.
Tutte buone intenzioni, ma che lasciano il tempo che trovano visti i
precedenti, prima di propagandare promesse sarebbe meglio far sapere
quali sono i programmi per le riforme da fare ; al momento si sta
solo vedendo il valzer di partitini e partitucci alla ricerca di uno
scranno nel Pdl.
Ma della -volontà- di dare una nuova immagine e nuovi personaggi,
non se ne vede punto, anzi sono sempre gli stessi più o meno
chiacchierati, e non depone certo a favore la credibilità ;
continuare sempre sulla demonizzazione dell’avversario non porta da
nessuna parte, meno chiacchiere e più fatti ci vogliono adesso.