La campagna di partecipazione ed adesione
al Partito Democratico, si sta sviluppando per il
suolo italico, alla precisazione di candidazione al
servizio della cittadinanza per : «la tua capacità,
la tua intelligenza, la tua esperienza ed il tuo
impegno per un Italia migliore ! ».
Parole forti con messaggio impegnativo ed
innovativo, ma attenzione a non predicar bene e
razzolar male, il pensiero del Dario Franceschini
deve essere la pietra fondante del PD, nessuna
commistione od alleanze per chi non confluisca per
il rafforzamento del costituente partito.
Chi vuol restare con simboli ed orpelli di un
passato, resti nel suo orticello, di cosa sono stati
e sono capaci in questi due ultimi anni è sotto gli
occhi di tutti, ci vuole gente capace di rinnovarsi
e riformarsi ai tempi attuali, le cariatidi del
massimalismo hanno fatto il loro tempo.
Sinistra Arcobaleno, Rosa nel pugno, Italia dei
Valori ed altri ; vadano per la loro strada sfidando
la soglia di sbarramento del 5%, ma non si debba poi
creare quell’aborto politico del -gruppo misto-,
quando si è fuori si resta fuori ; di partitini
rissosi gli elettori ne hanno piene le scatole.
Questo sarà l’inizio del Veltroni e del PD per la
prima grande riforma, di sfrondare e creare le basi
di un polo aggregante con un comune denominatore
politico, dare corpo ad un vero rinnovamento di
pensiero e persone, altrimenti seguirà la fine del -
promessor da Collodi -, tutte le sue bugie in rete !
Gli errori commessi nell’applicare la
«logica del tassa e spendi che ha caratterizzato la
sinistra», nel suo odio viscerale nella classe
produttiva del paese, deve suonare di monito, bene
asserire «pagare meno, pagare tutti» ma non farci
vedere
lo sfregio di qualcuno che deve centinaia di milioni
e che ottiene lo sconto e paga anche a rate, oppure
le maxievasioni nascoste nell’inciucio delle parti,
vedi quei famosi miliardi delle slot machine.
Le prospettive del
«cambiamento profondo» dell'Italia sono semplici
nella loro enorme complessità, ci vogliono persone
–nuove e pulite– con esperienza specifica, non
poltrone assegnate per meriti partitocratrici ; la
lezione dei quattro senatori della Campania deve
essergli di monito.
Nella messa a punto del programma, già suona bene
che non sarà di molte pagine né onnicomprensivo, ma
che siano solo quattro fattori negativi che
«bloccano» il Paese e che bastino dieci chiavi per
«sbloccarlo» ; tutto ciò perchè possa «l’Italia
possa crescere e investire sulla sua competitività»
; mi sembra osare troppo ; meglio restare con i
piedi per terra e fare un passo per volta.
La prima –grande chiave- è la chiarezza della
comunicazione e nel far capire cosa si stia facendo,
senza usare il politichese, niente messaggi prolissi
o miranti agli antagonisti, bensì la capacità di far
comprendere agli elettori il risultato dei sforzi
quotidiani fatti per il rinnovamento.
«
Una giusta riflessione se ci sarà cambiamento »
Nella trasmissione di Annozero (vedi il
filmato), un messaggio è stato dato ai politici presenti, ma a quanto
pare sono sordi a capire il malumori degli elettori ; il loro primario
scopo era di dirsene quattro come all'osteria, lanciando strali agli
oppositori. I giovani coinvolti a questo spettacolo indecente, hanno
sottolineato con linguaggio -forte-, il loro dissenso rimarcando che
sono solo capaci di fare un bla bla senza costrutto, dei problemi
correnti della gente è il loro ultimo pensiero. Già questo, dava una
certa idea a quello che si sta profilando all'orizzonte politico per le
prossime elezioni, il fatto saliente è stato il quesito posto dal Marco
Travaglio al Dario Franceschini relativamente al perchè non si fanno le
primarie per decidere quali
candidati da inserire nelle liste delle varie circoscrizioni ; questo
per dare la possibilità di far
scegliere agli elettori, invece che dare il potere alle
segreterie dei partiti di scegliere nel mazzo dei loro iscritti.
Purtroppo la risposta è stata uno svicolamento alla politichese, una
possibilità persa per dare una svolta e chiarezza nei meandri della
politica ; il soggiacere ancora una volta alla partitocrazia. Se
il PD vuole rinnovare, deve in assoluto rinnovarsi.