n. 29 Anno 1 - 11 Febbraio 2008 - OGGI si legge :

 

« Da oggi a seguire la Veltrusconeide »
La campagna di partecipazione ed adesione al Partito Democratico, si sta sviluppando per il suolo italico, alla precisazione di candidazione al servizio della cittadinanza per : «la tua capacità, la tua intelligenza, la tua esperienza ed il tuo impegno per un Italia migliore ! ».
Parole forti con messaggio impegnativo ed innovativo, ma attenzione a non predicar bene e razzolar male, il pensiero del Dario Franceschini deve essere la pietra fondante del PD, nessuna commistione od alleanze per chi non confluisca per il rafforzamento del costituente partito.
Chi vuol restare con simboli ed orpelli di un passato, resti nel suo orticello, di cosa sono stati e sono capaci in questi due ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, ci vuole gente capace di rinnovarsi e riformarsi ai tempi attuali, le cariatidi del massimalismo hanno fatto il loro tempo.
Sinistra Arcobaleno, Rosa nel pugno, Italia dei Valori ed altri ; vadano per la loro strada sfidando la soglia di sbarramento del 5%, ma non si debba poi creare quell’aborto politico del -gruppo misto-, quando si è fuori si resta fuori ; di partitini rissosi gli elettori ne hanno piene le scatole.
Questo sarà l’inizio del Veltroni e del PD per la prima grande riforma, di sfrondare e creare le basi di un polo aggregante con un comune denominatore politico, dare corpo ad un vero rinnovamento di pensiero e persone, altrimenti seguirà la fine del - promessor da Collodi -, tutte le sue bugie in rete !
Gli errori commessi nell’applicare la «logica del tassa e spendi che ha caratterizzato la sinistra», nel suo odio viscerale nella classe produttiva del paese, deve suonare di monito, bene asserire «pagare meno, pagare tutti» ma non farci vedere lo sfregio di qualcuno che deve centinaia di milioni e che ottiene lo sconto e paga anche a rate, oppure le maxievasioni nascoste nell’inciucio delle parti, vedi quei famosi miliardi delle slot machine.
Le prospettive del «cambiamento profondo» dell'Italia sono semplici nella loro enorme complessità, ci vogliono persone –nuove e pulite– con esperienza specifica, non poltrone assegnate per meriti partitocratrici ; la lezione dei quattro senatori della Campania deve essergli di monito.
Nella messa a punto del programma, già suona bene che non sarà di molte pagine né onnicomprensivo, ma che siano solo quattro fattori negativi che «bloccano» il Paese e che bastino dieci chiavi per «sbloccarlo» ; tutto ciò perchè  possa «l’Italia possa crescere e investire sulla sua competitività» ; mi sembra osare troppo ; meglio restare con i piedi per terra e fare un passo per volta.
La prima –grande chiave- è la chiarezza della comunicazione e nel far capire cosa si stia facendo, senza usare il politichese, niente messaggi prolissi o miranti agli antagonisti, bensì la capacità di far comprendere agli elettori il risultato dei sforzi quotidiani fatti per il rinnovamento.
« Una giusta riflessione se ci sarà cambiamento »
Nella trasmissione di Annozero (vedi il filmato), un messaggio è stato dato ai politici presenti, ma a quanto pare sono sordi a capire il malumori degli elettori ; il loro primario scopo era di dirsene quattro come all'osteria, lanciando strali agli oppositori. I giovani coinvolti a questo spettacolo indecente, hanno sottolineato con linguaggio -forte-, il loro dissenso rimarcando che sono solo capaci di fare un bla bla senza costrutto, dei problemi correnti della gente è il loro ultimo pensiero. Già questo, dava una certa idea a quello che si sta profilando all'orizzonte politico per le prossime elezioni, il fatto saliente è stato il quesito posto dal Marco Travaglio al Dario Franceschini relativamente al perchè non si fanno le primarie per decidere quali candidati da inserire nelle liste delle varie circoscrizioni ; questo per dare la possibilità di far scegliere agli elettori, invece che dare il potere alle segreterie dei partiti di scegliere nel mazzo dei loro iscritti. Purtroppo la risposta è stata uno svicolamento alla politichese, una possibilità persa per dare una svolta e chiarezza nei meandri della politica ;  il soggiacere ancora una volta alla partitocrazia. Se il PD vuole rinnovare, deve in assoluto rinnovarsi.
 

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