n. 017 Anno 1 - 24 Gennaio 2008 - OGGI si legge :

« 60° anniversario della Costituzione Italiana  »

Nell'anno 2008 ricorre il 60° anniversario della Costituzione italiana, che, approvata il 22 dicembre 1947 dall'Assemblea Costituente, entrò in vigore l'1 gennaio 1948, essendo stata promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947, e pubblicata lo stesso giorno nella Gazzetta Ufficiale n. 298 (ed. straordinaria). Al 60° anniversario della firma della Costituzione, l’evoluzione stessa del nostro paese, pone in essere la richiesta di forme d’adeguamento, fatte con lo stesso spirito. Ma non dimenticando che la sovranità appartiene al popolo, non come adesso,  che è stata stravolta la volontà popolare del voto e della sua espressione ; lasciando alle lobby ed alla –casta- il potere di scegliere chi doveva rappresentarci. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, forse una rilettura più attenta dell'art. 1 gli avrebbe fatto bene. E le parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano «Lo svolgersi di questa cerimonia, nonostante il momento di acuta crisi e incertezza politica che il Paese sta vivendo, vale a sottolineare la distinzione e autonomia del tema costituzionale dalle alterne vicende dei partiti, delle maggioranze e dei governi». Dichiarazione che dovrebbe far ben riflettere in che stato confusionale siamo.

 

« Al mercato del voto  »

Con ieri si è consumato il primo atto della tragedia prodiana, nelle prossime ore al Senato vedremo se la campagna acquisti ed i geriatrici confermeranno d'avere i numeri necessari. Di certo ha fatto la questua, senza guardare in faccia a nessuno, promettendo e lusingando persino quelli del Carroccio ; sempre più abbarbicato pervicacemente allo scranno. Pesante la dichiarazione di Franco Turigliatto, dissidente di Rifondazione, che non si metterà in vendita. «Non sono le pressioni di questi giorni e i mercanteggiamenti in corso a farmi cambiare idea proprio perché io sono fuori dalle logiche del palazzo». Mentre un'altra bordata arriva dal Clemente Mastella, che ha confermato il suo «no» a Palazzo Madama insieme con quello dei colleghi Barbato e Cusumano ; denunciando «i tentativi di concussione politica rispetto alle nostre file». La partita si presenta molto ostica, anche se per spirito "teniamoci la poltrona", a Montecitorio: i deputati hanno "fiduciato", ma non sarà rose e fiori al Senato, salvo sorprese inciucesche, vedremo la conclusione di questa tragicomica governativa.
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« Monnezza Italica »

Di questo grave problema sociale, dopo i titoloni in prima pagina, reportage su ogni rete televisiva ; ci si avvia mestamente al trafiletto di penultima, i vari responsabili assisi sui loro scranni, mentre la povera gente convive con cumuli d'immondizia, topi ed altre amenità. A quanto pare il -supermen- inviato da Roma non ha la bacchetta magica, e quello che il -promessor da Collodi- ha detto in televisione che in 24 ore sistemava il tutto per le scuole meno che meno ; l'emergenza resta tra blocchi e proteste. Ma quello più indecoroso ed incivile, è mettere a repentaglio la salute pubblica, chiudere le scuole, sospendere delle attività commerciali ; a quando i responsabili saranno messi sotto accusa dalla "solerte" magistratura napoletana ? , o questi personaggi sono degli intoccabili....

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