| n. 005 Anno 1 - 8 Gennaio 2008 - OGGI si legge : |
“Moriremo democristiani ?” “No, seppelliti da spazzatura di sinistra” Da “M” de “l’Unità”
Era troppo bello questo titolo per non usarlo….
Ormai
nelle prime pagine di tutti i media del mondo e
telegiornali, la situazione napoletana sta diventando
drammatica, ieri l’asserto del professore che avrebbe fatto
lavorare di notte per liberare le scuole ! i risultati sono
sotto gli occhi di tutti ; una situazione che ha
dell’apocalittico, fuori da qualsiasi immaginazione. A
Palazzo Chigi, il solito balletto dei vari ministri ed
addetti ai lavori, grandi chiacchiere ma pochi fatti ; si è
dovuto chiedere l’aiuto all’esercito quando ormai erano allo
stremo, il colmo dell’incapacità ed inefficienza. Molto
tempo fa, ci fu il - Piano Bortolaso -, non avrebbe
soluzionato ma sarebbe stato l’inizio a recuperare
credibilità ; invece grazie alle gelosie ed alle gravi
incapacità dei soliti verdastri niente di tutto ciò, ma un
volgare pezza creando una discarica nuova, pagandola a costi
esorbitanti ed abbattendo centinaia di querce secolari.
Dov’erano gli ambientalisti allora ? forse a cercare altre
discariche da comprare… Resta il fatto che i responsabili,
restano sfacciatamente incollati al loro scranno, e si viene
a scoprire che già dall’11 gennaio 2007, il nostro bravo
professore sapeva ma no ha trovato il tempo di risolvere il
problema, o forse il solito mercimonio per accontentare
tutti finito male. La dichiarazione resa dal sindaco
Iervolino lascia stupefatti : «la situazione non è così
semplice, non si tratta di cercare un capro espiatorio: ci
sono stati vari ritardi e poi siamo vittime di un
fondamentalismo ambientale un po' folle: no alle discariche,
no ai termovalorizzatori, no a tutto, ma alla fine i rifiuti
da qualche parte devono andare». L’assurdità più eclatante è
che se esiste un progetto che funziona, non venga adottato e
preso a modello, a Milano Walter Ganapini risolse il
problema delle discariche passando in quattro settimane dal
3 al 33% di raccolta differenziata, tamponando l'emergenza
usando siti dello stato soggetti a servitù militari. Il
bravo Bassolino invece cosa ha fatto ? dopo 15 anni di
dominio assoluto, il governatore ds della Campania, oltre a
decantare il –rinascimento napoletano- ed a rinnovarsi gli
uffici al terzo piano del palazzo della Regione, per un a
bazzecola di tre miliardi del vecchio conio alias lirette,
del resto visto che ha avuto tutte le cariche possibili da
sindaco,commissario straordinario, sino a governatore. Ma
del “problema” un niente di niente ; solo sei milioni di
ecoballe di immondizia, destinate a crescere impietosamente.
Chi ha commesso questi macroscopici errori, dovrebbe avere
il coraggio e l’etica d’assumersene le responsabilità, ma
essendo in Italia ed in particolare in Campania, e solo
ridicolo pensarlo, anche per loro il caso sarà archiviato,
come è prassi di questo governo.
Anatema mastelliano : INCIUCIO PD-FI, emergenza democratica governo a rischio
La
dichiarazione del nostro Clemente Mastella : "C’e’ una
emergenza democratica quando due partiti si intestano
goffamente uno spettro di rappresentanza che non gli
appartiene", suona alquanto strana, ma non solo visto che
non digerisce l’intesa tra il Pd e Forza Italia, tuona : "Se
fanno un mostro non troveranno la nostra predisposizione
politica e porteranno gravi conseguenze: può darsi che
vinceranno la battaglia, ma perderanno la guerra e il Pd
rimarrà all’opposizione per altri 10 anni". Forse non si
ricorda che c’è la Consulta dietro l’angolo, vedi
referendum, ed proprio per evitarlo si stanno dannando
l’anima per trovare una formula che accontenti tutti, la
fine di partitini e cespuglietti variegati è ormai decisa. E
sottilmente ricorda, in questi giorni di tragedia
napoletana, che alle elezioni politiche di un anno e mezzo
fa, a Romano Prodi bastò quello 0,5 in più ottenuto in
Campania per spuntare altri 4 senatori e aggiudicarsi la
maggioranza, seppur risicata, anche al Senato. La Campania è
sempre stata una regione decisiva ricorda il Clemente
Mastella sottolineando che : «capace di far perdere o
vincere un intero schieramento perché da noi si vince o si
perde per un soffio». Viste così le cose, mi sembra che
–l’inciucio- lo si stia confezionando altrove, chissà ?
Italiani all’estero non sono dimenticati anzi
Un fiume di denaro destinato per i cittadini italiani all’estero, sembrerebbe qualcosa di anacronistico, invece è disponibile sul sito internet del ministero del Lavoro (http://www.lavoro.gov.it/nr/rdonlyres/ccff7f70-1c8c-4b04-b177-4d4dfeaa4716/0/avviso_1_07.pdf) un rapporto, che illustra la realtà dei Paesi destinatari del finanziamento. Leggerlo c’è da rimanere perplessi e trasecolati, ma è così, delle problematiche in casa nostra ai verbi difettivi poi si vedrà. Giusto per darsi un idea, in Svizzera a Basilea i nostri connazionali non hanno ancora superato il gap culturale e di istruzione rispetto alla popolazione autoctona. E sono stati stanziati 1,15 milioni di euro. Invece a Losanna, ci sono 900 italiani disoccupati, ma non vi sono indicazioni di come spendere i 750mila euro stanziati. Un milione di euro a Lugano sarà utilizzato per «insegnare inglese» ai lavoratori di prima emigrazione che hanno tra i 50 e i 60 anni di età. Credo che basti per sorridere un po’.